Lesposizione delle opere di Lyle Roblin si terrà nella
Sala Bauer della Società Umanitaria, con accesso dal Giardino
dei Ciliegi. Un luogo prestigioso e quasi magico.
La Società Umanitaria nasce nellestate del 1892,
grazie alla generosa lungimiranza di Prospero Moisè Loria,
mecenate milanese di origine mantovana, con lintento di
mettere i diseredati, senza distinzione, in condizione di rilevarsi
da sé medesimi, procurando loro appoggio, lavoro ed istruzione
.e di operare per lelevazione professionale, intellettuale
e morale dei lavoratori
In principio (i primi dieci anni circa), l'Umanitaria rimase
come "in letargo". Prima dovette superare alcuni problemi
giuridici con gli eredi del Loira (che impugnarono il testamento),
poi l'ente dovette accettare le leggi autoritarie del generale
Bava Beccaris che, durante i moti milanesi del 1898, ne chiuse
i battenti, in quanto presunto covo di pericolosi sovversivi,
vicina agli agitatori sociali dei primi scioperi operai di fine
'800
Per fortuna, nel 1902, grazie all'appoggio di tutta la città
ed a una fitta rete di relazioni, di rapporti e di contatti con
il mondo della cultura, dell'imprenditoria e dell'assistenza lombarda,
l'Umanitaria cominciò ad occuparsi in concreto della sua
missione, "tirandosi su le maniche" per adempiere le
finalità del filantropo fondatore, sempre aggiornandole
con motivazioni, intenti e impegno più adatti al mutamento
dei tempi.
Vennero così realizzate numerose strutture sociali, come
le Case del Lavoro, gli Uffici del lavoro coi laboratori d'arti
e mestieri divenuti presto famosi in tutta Italia, le scuole "popolari"
con i corsi professionali per i settori dell'industria meccanica
e tipografica (la ormai celeberrima Scuola del Libro), il Teatro
del popolo, e poi corsi di formazione ed aggiornamento per insegnanti
e assistenti sociali.
Accanto all'ex convento, ai chiostri e al Salone degli Affreschi
con il passare degli anni sorsero vaste strutture edilizie che
sono diventate un punto di riferimento costante della vita culturale
e professionale di Milano e dell'Italia.
Uscita indenne attraverso la Grande Guerra e la dittatura fascista
(che però ne soppresse il 90 per cento delle attività),
e gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1943, l'Umanitaria
risorse faticosamente grazie all'impegno e alla costanza di Riccardo
Bauer, che seppe aggiornare e rilanciare le prerogative statutarie
del fondatore, recuperando una lunga tradizione educativa e didattica,
che portò a maturazione intere generazioni di lavoratori,
non solo a Milano, ma in tutta Italia, dove sorsero sedi e centri
limitrofi: come quelli di Cagliari, Alghero e Carbonia, in Sardegna,
uniche superstiti di una rete capillare (anche in Europa), tuttora
attive con corsi e attività formative; e proprio a Carbonia,
è oggi possibile ammirare, grazie anche allimpegno
della Società Umanitaria, un interessantissimo museo della
miniera.
Oggi, l'Umanitaria è il fulcro di manifestazioni e programmi
che combinando assistenza e cultura, ne fa un centro-pilota, riconosciuto
e apprezzato a Milano e in Lombardia, dove continua ad assolvere
il suo ruolo di centro educativo e formativo per assecondare e
promuovere tutte quelle attività (incontri, mostre, convegni,
seminari, conferenze, laboratori per l'infanzia, stagioni concertistiche
e borse di studio, pubblicazioni) che servono a favorire l'interesse,
la curiosità e soprattutto la "crescita" d'ogni
singolo cittadino, e dare a ciascuno i mezzi più moderni
e idonei per trovare la sua dimensione, libera e autentica, all'interno
della società. Il luogo per una indispensabile educazione
degli adulti come sostenuto da Riccardo Bauer, presidente
della Società umanitaria negli anni 50, sempre all'insegna
del dialogo, della convivenza e della solidarietà dei fatti.